Respirazione e strangolamento
Stringere un collo non ha una versione sicura. Questa pagina spiega che cosa succede nel corpo, che cosa dicono i dati, e che cosa si può fare al suo posto.

In questo capitolo
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Questa pagina non contiene alcuna tecnica, né «dolce» né «meno rischiosa». Non è una dimenticanza. Debby Herbenick, ricercatrice in sanità pubblica all’Università dell’Indiana, studia da diversi anni lo strangolamento durante i rapporti sessuali. Secondo il resoconto di una delle sue conferenze, il suo messaggio principale sta in una frase: non esiste un modo sicuro di strangolare qualcuno1.
Una nota di vocabolario. Si sente spesso l’inglese choking, che indica anzitutto il soffocamento causato da un oggetto bloccato in gola. Ciò di cui si parla qui è una pressione sul collo: uno strangolamento, anche se consensuale.
Che cosa succede nel corpo
Il collo concentra in pochi centimetri ciò che alimenta il cervello: le arterie carotidi ai lati, le vene giugulari che riportano il sangue verso il cuore, la trachea davanti. Una pressione può chiudere le vene (il sangue arriva ma non riparte più), chiudere le arterie (non arriva più) e ostacolare il passaggio dell’aria2. Il cervello resta senza ossigeno molto in fretta. In esperimenti degli anni Quaranta citati da una rivista medica australiana, la perdita di coscienza sopraggiungeva in media intorno ai 6,8 secondi, tra 4 e 10 a seconda delle persone, e potevano comparire convulsioni intorno ai 14 secondi2.
Sul lato del collo si trova anche il seno carotideo, un sensore di pressione che contribuisce a regolare il ritmo cardiaco. Comprimerlo può scatenare un riflesso che rallenta bruscamente il cuore; il suo ruolo esatto in alcuni decessi resta dibattuto in medicina legale3.
Ciò che può derivarne:
- una perdita di coscienza, che secondo una revisione sistematica segnala già almeno una lesione cerebrale lieve4;
- lesioni cerebrali dovute alla mancanza di ossigeno, convulsioni, disturbi del linguaggio o del movimento24;
- una dissezione arteriosa, cioè una lacerazione della parete di una carotide o di un’arteria vertebrale, che può provocare un ictus più tardi. Le prime due settimane sono le più a rischio, ma sono stati descritti ictus diversi mesi dopo uno strangolamento2, e le raccomandazioni britanniche di medicina legale considerano un rischio vascolare fino a dodici mesi5;
- un disturbo del ritmo cardiaco per via riflessa3;
- la morte61.
Che cosa dicono i dati
| Studio | Che cosa mostra | I suoi limiti |
|---|---|---|
| Bichard et al., 2022, revisione di 30 studi4 | Dissezioni arteriose, ictus, perdite di coscienza, convulsioni, disturbi motori e del linguaggio, ma anche disturbo da stress post-traumatico e depressione | Soprattutto casi clinici e autodichiarazioni, in contesti di violenza domestica o sessuale |
| Herbenick et al., 2022, 4.254 persone iscritte all’università, estratte a sorte in un campus americano7 | Tra le persone strangolate durante un rapporto: il 43% ha sentito di non poter più respirare, il 38% non riusciva più a parlare, circa il 15% ha notato lividi sul collo, il 3% ha perso coscienza | Autodichiarazioni, un solo campus |
| Huibregtse et al., 2025, 32 studentesse8 | Livello ematico di S100B, un marcatore di lesione neurologica, più alto nelle 15 studentesse strangolate di recente e spesso che nelle 17 che non lo erano state | Studio trasversale: un’associazione, non una prova di causalità; campione piccolo |
| Sweeney et al., 2026, 29 donne, studio crossover randomizzato9 | Dopo un rapporto consensuale con strangolamento, aumento della NfL, marcatore di sofferenza degli assoni, e di un marcatore infiammatorio; nessun aumento dopo un rapporto senza strangolamento | Campione piccolo, prelievi di sangue entro 24 ore: gli effetti a lungo termine restano sconosciuti |
| Sharman et al., 2024, 4.702 persone australiane tra i 18 e i 35 anni10 | Il 57% ha già subito uno strangolamento durante un rapporto, il 51% ha già strangolato qualcuno | Autodichiarazioni, un solo paese |
Questi numeri descrivono una pratica che si è banalizzata ben oltre il BDSM. Nell’indagine australiana, la maggior parte delle persone intervistate ignorava che uno strangolamento, anche consensuale, può causare lesioni gravi, e la fonte di informazione più citata era la pornografia (61%), davanti al cinema, alle amicizie e ai social network11. Nell’indagine americana, la prima esperienza si collocava in media intorno ai 19 anni, e più di quattro persone su cinque vi associavano anche sensazioni piacevoli7. È ciò che rende la pratica attraente. Non la rende meno rischiosa.
Perché «ho tutto sotto controllo» non basta
Il ragionamento è allettante: so dosare, tengo d’occhio, mi fermo al minimo segnale. Si scontra però con diversi fatti.
Il margine si misura in secondi. Tra «tutto bene» e la perdita di coscienza non c’è il tempo di uno scambio. E la persona che comincia a perdere coscienza può perdere anche la capacità di ritirare il proprio consenso, a parole come a gesti1. Nell’indagine americana, più di una persona su tre diceva di non riuscire più a parlare7. Una safeword presuppone qualcuno in grado di pronunciarla.
La pressione non si vede. Circa la metà delle persone strangolate non presenta alcuna lesione visibile sul collo5. Nessun segno non vuol dire nessun danno.
Il danno può arrivare più tardi. Una dissezione può manifestarsi giorni o settimane dopo, quando la scena è ormai lontana2.
«Premere solo sui lati» non è una precauzione. È proprio lì che passano le carotidi e il seno carotideo. Herbenick ricorda che qualsiasi restrizione del flusso sanguigno verso il cervello è pericolosa, qualunque ne sia la durata1.
Infine, nessuna esperienza permette di vedere che cosa succede dentro un’arteria.
Che cosa si può fare al suo posto
Se ciò che ti attira è l’abbandono, la vulnerabilità, il fatto di essere tenuto/a, altri gesti portano con sé questo immaginario. Non sono versioni sicure dello strangolamento. Sono altri giochi, con i loro rischi (vedi Sicurezza), che lavorano sullo stesso immaginario senza toccare ciò che irrora il cervello.
- Una mano appoggiata senza alcuna pressione, come un simbolo. Negoziala come un gesto fisso: non stringe, non scivola, non risale. Appoggiata piatta sulla parte alta del petto invece che sul collo, toglie ogni ambiguità. Se arriva la voglia di premere, non è più lo stesso gioco, e se ne riparla a mente fredda.
- I polsi trattenuti, sopra la testa o dietro la schiena.
- Lo sguardo, sostenuto, che non si ha il diritto di distogliere.
- Le parole: nominare ciò che succede, annunciare, ordinare.
- Una benda, che toglie la vista senza toccare l’aria.
- Un’immobilizzazione che lascia liberi collo e petto: essere stretto/a tra le braccia, le caviglie legate, il peso dell’altra persona sulle gambe invece che sul torso.
Se un/una partner ti stringe il collo senza che sia stato negoziato, non è un gioco sfuggito di mano. È un limite superato.
Se è successo
Consensuale o no, uno strangolamento merita che si tengano d’occhio i giorni successivi. Fatti visitare se compare uno di questi segnali, il giorno stesso o più tardi512:
- mal di testa intensi o insoliti;
- disturbi della vista: punti luminosi, visione a tunnel, cambiamento improvviso della vista;
- difficoltà a parlare o a trovare le parole;
- voce rauca o cambiata;
- difficoltà o dolore a deglutire;
- confusione, vuoti di memoria, vertigini;
- difficoltà a respirare.
I numeri: 144 in Svizzera13, 15 o 112 in Francia14, 112 in Belgio15, 911 in Québec16. Non restare da solo/a nei due o tre giorni successivi: l’Istituto di medicina legale dello Stato di Victoria, in Australia, descrive le prime ore, da 24 a 72, come un periodo ad alto rischio di complicazioni tardive12, e il ministero della Salute della Tasmania dà la stessa indicazione17.
Al pronto soccorso o durante la visita medica, di’ la parola: strangolamento. Le raccomandazioni britanniche osservano che le persone in cura lo dicono raramente di loro iniziativa, parlano piuttosto di essere state «afferrate» o di breath play (giochi di respirazione), e che l’assenza di segni non deve impedire gli esami5. Non devi raccontare il contesto. Di’ che cosa è successo al collo, per quanto tempo, e se hai perso coscienza.
Quando non è un gioco
Lo strangolamento non consensuale è uno dei segnali più gravi di violenza domestica. In uno studio condotto in undici città americane su donne vittime di violenza da parte del partner, essere già state strangolate dal partner era associato a una probabilità circa sette volte più alta di essere poi uccise da lui18. Un abuso in un contesto BDSM resta un abuso, e una scena non rende accettabile un gesto che non è stato negoziato.
Se ti riguarda, o se riguarda una persona a te vicina:
- Svizzera: aiuto alle vittime al 142, gratuito e anonimo, che non è un numero di emergenza; in caso di pericolo, polizia al 11719;
- Francia: 3919 (Violences Femmes Info), polizia al 1720;
- Belgio: Écoute violences conjugales al numero 0800 30 03021; in caso di pericolo, polizia al 10115;
- Québec: SOS violence conjugale al numero 1 800 363-9010, giorno e notte22; in caso di pericolo, 91116.
Altre linee e servizi sono presentati in Risorse.
Per approfondire
- Sicurezza: i principi generali, le altre pratiche e quando chiamare i soccorsi.
- Consenso: negoziare, ritirare il proprio consenso, riconoscere un limite superato.
- Risorse: linee di aiuto, aiuto alle vittime e servizi che conoscono le pratiche BDSM, per paese.
- Ritratto: definire i tuoi limiti, compresi quelli che riguardano il collo, prima di averne bisogno.
Fonti
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Backal, N., 2024. Sex and strangulation: Dr. Debby Herbenick speaks at RSVP Center event. Student Life (Washington University in St. Louis). link ↑↑↑↑
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Victoire, A., De Boos, J. e Lynch, J. M., 2022. ‘I thought I was about to die’: Management of non-fatal strangulation in general practice. Australian Journal of General Practice, 51(11). link ↑↑↑↑↑
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Bichard, H., Byrne, C., Saville, C. e Coetzer, R., 2022. The neuropsychological outcomes of non-fatal strangulation in domestic and sexual violence: A systematic review. Neuropsychological Rehabilitation, 32(6), 1164-1192. link ↑↑↑
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